Cosa si prova a farsi fotografare per strada

La foto che mi piace di più è ovviamente quella non in posa

Se siete dei lettori abituali di questo blog, sapete che non ci sono articoli incentrati sui miei look personali e che le uniche foto decenti che pubblico sono quelle che mi scattano agli eventi.

Quando mi ha chiamata Prontopro, un sito sul quale si possono trovare professionisti di ogni genere e ricevere preventivi online, per propormi uno dei loro servizi, ho deciso di prenotare un fotografo.

Mi serviva qualche scatto per rinnovare le foto profilo sui social e per avere qualcosa – che non sia già su Instagram – da mandare quando mi chiedono un ritratto di accompagnamento ad un’intervista.

Io che vengo chiaramente chiamata per rilasciare un’intervista

Il panico è scattato quando ho scoperto che il fotografo scelto aveva lo studio fuori Milano. Insomma, le foto andavano scattate in strada.

Per la prima volta in vita mia ho fatto
la fashion blogger “come si deve”.
Sui Navigli. Dove vivo e lavoro.

Ed ecco cosa si prova a farsi fotografare per strada, in mezzo ai passanti, in un venerdì pomeriggio qualsiasi.

Imbarazzo

Fingere pose e sorrisi smaglianti, camminare avanti e indietro mentre il classico anziano di turno si accoda e comincia a dare consigli al fotografo. E a te. Insomma, l’umarell in versione consulente d’immagine. Per fortuna c’era una transenna intorno ad una buca, l’anziano signore si è distratto e noi ce la siamo svignata.

Mentre fingo di controllare il telefono per non ascoltare l’umarell

Divertimento

Farsi fare le foto è divertente. Superato l’imbarazzo iniziale impari a rispondere ai passanti che ti stanno chiaramente chiedendo con lo sguardo “ma tu chi cazzo sei?”. Ed ecco che all’improvviso puoi lasciarti sfuggire che le foto sono per il tuo disco, per Vogue America, per la Gazzetta del Profeta o per il tuo fidanzamento con te stessa. I veri soggetti di queste foto dovrebbero essere i passanti sbigottiti.

Ci tengo a chiarire che la telefonata era finta, non mi chiamate mai, odio le telefonate.

Sicurezza in se stessi

Alla fine, te ne freghi, quando smetti di pensare che il mondo giri intorno a te. Specialmente quando vedi passare un paio di comitive agghindate per addii al nubilato e celibato, con palloncini a forma di voi sapete cosa e magliette di dubbio gusto.

La mia faccia esprime un giudizio di valore chiaro nei confronti degli addii al nubilato e celibato

Stanchezza

Se non ci sei abituata, ti stanchi subito. Non sto parlando della stanchezza di chi lavora in miniera, chiaro. Ma semplicemente, ad un certo punto vuoi dire “basta, andiamocene, va bene quello che abbiamo”.

Sollievo

Perché alla fine, se tutto va bene, queste foto me le faccio bastare per i prossimi 5 anni.

Grazie a Cristian Costa di ImaxStudio per questi scatti e al team di Prontopro.

Se anche a voi serve un fotografo, un idraulico, un insegnante di inglese o un certificatore energetico, lo troverete in un clic su Prontopro.

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