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Sex and the city 2. Cronaca di un disastro inaspettato.

sam

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Questa è una delle scene migliori del film. E dura 4 secondi. Si tratta di rapidissimi flashback che ci mostrano le protagoniste di Sex and the city 2 negli anni ’80. Poi la magia, tragicamente finisce.

Oscenità in sequenza, erezioni, una banalizzazione incredibile della cultura araba, dialoghi al limite della terza elementare, clichè e frasi trite e ritrite. La trama? Non c’è. In compenso il film dura 3 ore. Fatte di mercati arabi pulitissimi, nei quali venditori ottantenni parlano l’inglese, di gite nel deserto a 60 gradi vestite di veli e scollate – ma qualcuno gliel’ha detto che il sole brucia, nel deserto? – di fellatio mimate con un narghilè e altre cose inenarrabili.

Samantha, da sempre il personaggio genuino della serie, che ci ha “insegnato” che non esistono modelli maschili e femminili e che si può essere sessualmente e in generale ciò che si vuole, è stata trasformata in una specie di Christian De Sica. Io ne sono uscita sconcertata. Hanno ucciso lo spirito di una serie tv che, forse stupidamente, ha rappresentato tanto per molte.

I vestiti. Tanti e belli. Ma lo sapevamo già. Solo che se voglio vedere tanti bei vestiti insieme preferisco guardare una sfilata in streaming. Almeno quella ha una trama.

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