Uncensored fashion for women

Trasparenze, pizzi e ispirazioni soft-fetish nelle collezioni SS 2011

Continua il nostro viaggio nella moda uncensored. Dopo avervi guidato tra i look per uomo, è la volta di scoprire l’universo femminile.

 

Il concetto di “senza censura” cambia ovviamente con i costumi e con la società. “Senza censura” nella moda vuol dire libertà: è stato così per le prime donne che si sono liberate dei corsetti nei primi del ‘900, per le loro nipoti che hanno indossato le prime minigonne e che hanno bruciato in piazza i reggiseni. Il concetto perde forse di significato al giorno d’oggi, dove il corpo – nei paesi Occidentali – non è più censurato in alcun modo, mentre lo sono ancora le parole e i ragionamenti. Ma qual è il confine tra la sfida della censura e la volgarità gratuita?

 

Cosa c’è di uncensored in una foto come questa? Se pensate che Gabrielle Chanel è stata una delle prime donne a fumare in pubblico, riuscirete a cogliere l’assoluta modernità di una donna che infrange le regole senza perdere un briciolo di rispetto per se stessa – e senza che gli altri lo perdano nei suoi confronti. Non vogliamo incitare i nostri lettori a fumare, ma solo a pensare che anche un gesto piccolo può distruggere i tabù.

 

Siamo nel 1964. Peggy Moffit posa con lo scandaloso monokini creato da Rudi Garnreich: lo stilista austriaco destò scandalo con le sue creazioni in un mondo ancora in profonda trasformazione culturale. Il monokini – nell’ottica del designer, inaugurava una nuova stagione di body consciousness. Possiamo dire che la storia gli ha dato ragione.

 
Un’ artista come Lady Gaga (fotografata da David La Chapelle, che di uncensored se ne intende) ha fatto dell’essere se stessa un manifesto esistenziale. Distruzione e ricostruzione dell’iconografia pop che passa dalla musica e dall’espressione in primo luogo fisica dei suoi messaggi. Anche se non proprio originalissima, Lady Gaga invita i suoi fan a “non travestirsi” da ciò che non si è. Un po’ come hanno fatto altre artiste “senza censura” prima di lei.

 

 

Questa gallery non è di certo esaustiva. Non abbiamo dimenticato Jean Paul Gaultier, Vivienne Westwood e il movimento punk e l’iconografia canonica ma preferiamo non sottrarre altro tempo alla ricerca del vostro outfit uncensored per il party di domani sera. Il nostro consiglio vale sempre: siate uncensored, qualunque cosa voglia dire per voi questa parola.

    Lascia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *