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My Royal Wedding

foto bacio

Il Royal Wedding valeva bene la perdita di una giornata di studio, così  incollato alla tv rigorosamente in pigiama fino al bacio sul balcone di Buckingham Palace ho seguito ogni istante dell’evento che, stando ai dati, è stato il più seguito nella storia. Curiosità, dovere di cronaca per un blog che parla di moda, ma come ho scritto commentando il post di Franca Sozzani su Vogue.it:  ” il fascino di questo matrimonio va ben oltre l’incarnazione dell’archetipo di una favola, perchè per secoli gli avvenimenti della famiglia reale inglese hanno segnato, in un paese in cui il senso dello stato è fortemente sentito, dei cambiamenti fondamentali dell’Inghilterra, a volte segnando addirittura tappe fondamentali nella storia della cultura politica: dalle vicende di Enrico VII fino a quelle di Edoardo VIII. Il matrimonio di oggi segna il passaggio di questa solida monarchia al nuovo millennio.”

principesse Beatrice ed Eugenie

Il grande vincitore della giornata è di certo Philips Treacy: senza eccentrici cappelli non può esservi matrimonio inglese che si rispetti e lui, che ne è il maestro riconosciuto, è stato il designer più gettonato dalle invitate. Che se ne dica io trovo ammirabile la capacità delle donne inglesi di osare, senza contare che questi cappelli sdrammatizzano non poco il rigore dei look imposti da una rigorosa etichetta.

Su tutti spiccavano i cappellini di Beatrice ed Eugenie, le cugine di William. Su di loro potremmo scrivere un intero libro: una in Vivienne Westwood, l’altra in Valentino, vedere loro due indossare accanto due look totalmente con un’aria totalmente goffa le ha rese adorabili ai miei occhi.

Il tailleur giallo canarino della regina Elisabetta si è prestato facilmente a battute di ogni tipo: dai rimandi alla pubblicità del Ferrero rocher fino al canarino Titti, però dobbiamo ammettere che i suoi tailleur in colori sgargianti sono, come i calzini bianchi di Michael Jackson, uno di quei orrori della moda assunti a simboli pop. Nessun altro risulterebbe elegante con quell’abito, ma lo stile è determinato dalla personalità e Queen Elizabeth II pare ne abbia tanta!

Alla fine Mcqueen ha battuto la concorrenza degli altri marchi inglesi e la sposa del secolo ha scelto un abito disegnato da Sarah Burton. Il richiamo all’abito da sposa di Grace Kelly è evidente, certo si tratta di un Mcqueen anomalo, piuttosto istituzionale, come è giusto che fosse. Il risultato? Personalmente ho trovato Kate Middleton perfetta: un abito semplice, elegante, romantico al punto giusto, il capello sciolto contribuiva all”immagine disinvolta e fresca.

Sull’uniforme di William ben poco da dire, per quanto riguarda invece gli invitati uomini è stato un trionfo di tradizionale sartoria inglese, per cui un trinfo di eleganza e qualità.

Camilla piuttosto composta e sorridente, tutti belli nella famiglia Middleton: mamma raggiante, sorella Pippa (altro bersaglio preferito dai commentatori in tempo reale su twitter e facebook) in bianco, fratello e papà in tight.

L’invitata più elegante? Charlene Wittstock, la futura sposa di Alberto di Monaco ( il 2 luglio sono previste le nozze), fedele a Giorgio Armani che infatti le disegnerà l’abito nuziale. I più glamour? manco a dirlo i Beckham! Lui con capello wasp, lei in un abito della sua collezione e cappellino di Treacey.

Tutto ha funzionato a meraviglia, tutti puntuali, tutti sorridenti. Un aggettivo per definire il matrimonio del secolo? C’ha pensato la regina Elisabetta: “strabiliante”. Di fronte alle sue parole ci inchiniamo. God save the yellow Queen!

 

Photo: vogue.it


 

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