Nichi Vendola su GQ Italia, molto più che una copertina

Essere un’icona è certamente un fatto estetico legato alla riconoscibilità e alla forza di un’immagine, ma l’effigie di un’icona è tanto più resistente quanto più marcate sono le caratteristiche che essa denota, semplifica e comunica. Ci sono personaggi che più di altri incarnano il nostro tip “il vero lusso è essere se stessi”: Nichi Vendola è di certo uno di questi.

Che il Gentelmen’s Quarterly per eccellenza ritragga Nichi Vendola nell’atto di indossare un grande orecchino da corsaro non è certo un fatto politico, o meglio lo sarebbe in un senso alto della politica che è assai poco diffuso. Ma senza addentrarmi in territori estranei al nostro blog non posso che pensare a questo scatto e questa scelta come a qualcosa di significativo dal punto di vista dello stile e del costume.

In un’Italia in cui un’arcana idea integralista di “machismo” prende continuamente il sopravvento, anima le cronache dei fatti privati dei nostri politici (cioè dei nostri rappresentanti) e scade in un cattivo gusto così abitudinario da sembrare ordinario, quello scatto onesto, inconsueto e comunque semplice rispetto a mille altre copertine sedicentemente provocatorie tra esagerazioni e baracconate, significa che non è la sessualità o l’ atteggiamento a fare un uomo, meno che mai un gentleman. Essere se stessi è una questione di personalità e di stile, così quell’orecchino diventa il simbolo di ciò che Nichi Vendola è perchè ne riesce a rappresentare delle caratteristiche, la sua attitudine romantica da corsaro. E lì la politica, la destra o la sinistra non c’entrano.

Qualche giorno fa il direttore di GQ Gabriele Romagnoli scriveva sul suo blog Navi in bottiglia: “sono orgoglioso di aver messo credo per la prima volta sulla copertina di un maschile un uomo gay mentre fa un gesto ritenuto femminile. Poi chissà quanti gay non dichiarati (attori, calciatori, politici) c’erano già stati in copertina, ma era una cosa diversa“; da fedele lettore che aveva storto il naso di fronte alla copertina di giugno con Nicole Minetti non posso che ammettere di avere sbagliato valutazione, perchè in fondo tra giugno e luglio su Gq sono andate di scena due storie italiane forti quanto simboliche.

Buona lettura!

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