Mostra del Cinema di Venezia: un’apertura all’insegna della sobrietà [speciale Venezia68]

 

La cerimonia d’apertura di ieri si è svolta all’insegna dell’assoluta sobrietà. Il film di George Clooney “The ides of March” è complessivamente piaciuto a stampa e pubblico e il regista/attore da vero mattatore non si è risparmiato nè in conferenza stampa nè sul tappeto rosso. Fortunatamente i grandi assenti sono stati i politici, probabilmente i sonori fischi che l’anno scorso hanno accolto l’ex Ministro Bondi devono averne scoraggiato la presenza. Le stelle, quelle vere, non sono mancate e in attesa di vedere Madonna, la protagonista di questo secondo giorno, godetevi i nostri commenti sul red carpet di ieri sera.

Vittoria Puccini in Versace

av: raggiante come è giusto che sia la madrina di un grande evento! capelli, trucco, accessori e abito sono perfetti.

sm: Semplicemente divina, come ogni diva sul red carpet dovrebbe essere. Niente “carne in mostra” e un’acconciatura retrò deliziosa.

Cindy Crawford in Roberto Cavalli

sm: premesso che non amo il rosso sul red carpet, la classe non è acqua. Cindy è bionica. Mi piacciono molto le linee dell’abito, il monospalla non è per tutte ma per lei sì.

av: bhe a lei il rosso sta molto bene e in generale ci piace molto quando indossa Cavalli!

Angela Ismallos

av: diciamo pure che sembra accartocciata in uno scatolone viola, assumere uno stylist no eh?

sm: Ehm, quando dicevo che il monospalla non è per tutte… Tessuto troppo rigido, plateau veramente esagerati. Lei è molto bella, ma ha sbagliato look.

Violante Placido in Alberta Ferretti

av: il colore dell’abito sta benissimo sulla sua pelle chiara e chic. La scollatura impero esalta il suo splendido decoltè.

sm:  Violante Placido è l’esempio perfetto di come gli anni portino fascino e classe. Meraviglio abito lungo di Alberta Ferretti, con trasparenze e scollature che riescono ad essere chic e mai volgari. Unica nota all’attrice: la preferivamo con un colore di capelli più chiaro.

George Clooney in Giorgio Armani

av: ogni epoca ha le sue icone glamour, lui è una di queste. Tra 50 anni parleremo di lui come dei grandi Gary Cooper e Humphrey Bogart.

sm: Ma cosa posso dire io del primo amore della mia vita? Quanto era bello il dottor Ross, per il quale costringevo tutta la famiglia a subire la vista di tracheotomie, ricoveri d’urgenza e medici con orribili tenute verdi. Impeccabile in Armani. Chiaramente, dato che George legge TheWardrobe ogni giorno ne approfitto: se ti serve una nuova fidanzata di copertura, mandami una mail.

Evan Rachel Wood in Alessandra Rich

av: un look troppo castigato, lo spacco frontale non mi piace affatto, la preferivo nel completo Dolce&Gabbana con cui si era presentata alla conferenza stampa nel pomeriggio.

sm: C’è qualcosa che non mi convince in quest’abito che vedrei bene in qualche riadattamento moderno di una fiaba dei Grimm, magari con l’aggiunta di qualche vampiro random. Troppo lungo? troppo spacco? Troppo bianco. Nel complesso, a pelle, è no.

Fiona Swarovski

av: look da dea greca, del resto lei è come una di quelle figure mitologiche dotate di bellezza o giovinezza eterna. O dite che è semplicemente dotata di un cospicuo conto in banca e conseguenti interventi di chirurgia plastica? Ad ogni modo mi piace!

sm: Bella linea dell’abito, immancabili Swarovski ma la scarpa si vede troppo, la lunghezza dell’abito è troppo ibrida. Del resto, quest’anno non si capisce nulla con le lunghezze. All’urlo di “facciamo come più ci piace” si rischia sempre.

Diane Kruger in Elie Saab

sm: Anche qui, la scarpa che fa capolino rovina un look altrimenti perfetto. Perfetta la scelta di non indossare nessuna collana, che valorizza la parte superiore del vestito ricco di pietre. E anche se l’abito marca molto i fianchi, Diane passa l’esame.

 

av: lei ama indossare i look da Cenerentola e in fondo i red carpet servono anche a farci sognare in un caldo pomeriggio di fine estate.

Marisa Tomei Marios Schwab

av: Marisa, il fatto che si tratti di un colore senape non basterà a convincermi che non si tratta di un sacco della spazzatura! Ecco cosa succede a scegliere scogniti stilisti…

sm: Adoro il color senape sulle brune, un po’ meno la scelta di calcare un red carpet a  maniche lunghe – a meno che non siano di leggerissimo chiffon. Data la linearità dell’abito, si poteva osare qualcosa in più con i capelli, non credete?

Bianca Brandolini in Giambattista Valli

av: superba. Il suo fisico da modella le consente di indossare magnificamente questo abito elegante e sexy.

sm: Il maculato per me è sempre un colpo al cuore – in positivo. Perfetta la lunghezza dell’abito, che si trasforma alla fine. Anche qui, maniche lunghe che avrei evitato ma al maculato e a Giambattista Valli perdono tutto.

Marina Cicogna

av: le signore dovrebbero prendere esempio esempio da lei piuttosto che dai cappellini di Marina Ripa di Meana, per ogni età esistono dei codici dell’eleganza.

sm: Appropriata. Alla kermesse, allo stile che una signora dovrebbe avere sempre.

Valeria Marini

av: vabbè lei e i suoi abiti a mo’ di sottoveste sono come il prezzemolo, da Venezia alla prima della Scala

sm: prendete il commento su Marina Cignogna e volgetelo al contrario. In america le socialite si chiamano Olivia Palermo, noi abbiamo Valeria

Marie Gillain

av: pettinatura alla Pocahontas no, scollatura a cuore no, manica leggermente a palloncino no, drappo frontale no!

 

sm: Se è incinta è giustificata. Altrimenti non capisco proprio perchè abbia scelto un abito dal taglio chiaramente premaman.

 

photo:vogue.it

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