Lookalike: Marlon Brando, un uomo chiamato desiderio

StanleyJohnny, don Vito Corleone, Paul e il colonnello Kurtz non sono solo i nomi dei protagonisti di alcuni celebri film, ma sono diventati grazie al “metodo” di recitazione e alla fisicità del grande Marlon Brando delle vere icone. Marlon Brando è l’esempio maggiore di quanto l’arte della recitazione dipenda dalle capacità espressive che gli hanno permesso di imprimersi nel nostro immaginario più con una fronte aggrottata che con una battuta, del resto i suoi personaggi sono stati sempre poco eloquenti. Non a caso è stato un modello di generazioni intere che si riconoscevano nei suoi tormentati personaggi o che semplicemente ne subivano un fascino.

Se la sottile t-shirt da intimo bianca e la canottiera conservano ancora oggi tutto il loro fascino sexy lo si deve proprio allo Stanley Kowalski di “Un tram che si chiama desiderio”: è il suo apparire sudato, rude, brutale e fisicato a trasmettere l’altissima carica erotica che pervade tutto il film, nessuno nudo, meno che mai volgarità, ma quella maglia bianca da lì diventerà un cult e ad indossarla saranno anche altri celebri attori: da James Dean a Paul Newman. Nella moda sono stati certamente Dolce&Gabbana a farne un capo simbolo delle loro collezioni a renderla in chiave glam, ma cionondimeno sexy.

Dolce&Gabbana a/i 2011-2012

Negli anni ’50 il chiodo era addirittura vietato nelle scuole americane perchè era indossato dalle “pericolose” delle bande di motociclisti. Nel 1953 Marlon Brando dei panni di Jhonny Starbler in “Fronte del Porto” ne indossò un modello con  tasca obliqua sul petto chiamato anche “One star” perchè aveva una borchia a stella sulla spallina destra. Fu Schott a realizzare la prima giacca da motociclista e la chiamò Perfecto dal nome  dei suoi sigari preferiti. Purtroppo il modello di Brando andò fuori produzione nel 1963.

Diesel Black Gold a/i 2011-2012

Il ruolo impegnato di  Terry Malloy in “Fronte del porto” valse a Brando l’oscar come migliore attore protagonista, di certo resta indimenticabile con quel cappoto over-check nero e rosso.

Burberry Prorsum a/i 2011-2012

Molti elementi rendono indimenticabile “Ultimo tango a Parigi”, uno dei film più controversi della storia del cinema e che ancora oggi è in grado di suscitare animati dibattiti. Sul piano della moda resta una fonte di ispirazione continua (basta ricordar ela collezioen femminile di Gucci di questa stagione). Dell’enigmatico Paul non sappiamo quasi nulla, nemmeno il cognome, e quel cappotto cammello, dello storico marchio D’Avenza, finisce per identificarlo quantomeno nella nostra memoria.

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