First ladies: le vere assenti della politica italiana

“Dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna”. Verità o luogo comune? C’è chi dice che sia un dato di fatto soprattutto in politica, ma di sicuro non in quella italiana. Ultimamente abbiamo sentito parlare solo di signorine, a volte minorenni. Le first ladies italiane hanno sempre vissuto nell’ombra di mariti troppo ingombranti o hanno preferito l’auto esilio come nel caso di Veronica Lario, nom de plume di Miriam Bartolini. L’abbiamo vista così poco che non ci è nemmeno possibile classificarla in quanto a stile personale.

Per trovare una first lady italica degna di nota dobbiamo ritornare al 1971, anno in cui Vittoria Michitto Leone si trasferì al Quirinale con il marito e neo Presidente della Repubblica di allora Giovanni Leone. Di origini campane, donna Vittoria vestiva Valentino e raccoglieva i capelli neri in severi chignon. Bella e mediterranea come le dive italiane della celluloide famose in tutto il mondo, proprio come una vera star non viaggiava mai senza parrucchiere ed estetista al seguito.

Già nel 1963 John Fitzgerald Kennedy, che di belle donne se ne intendeva, durante una cena ufficiale nel Salone delle Feste del Quirinale le sussurò all’orecchio con galante ammirazione : “Adesso capisco il successo di suo marito”. La risposta tranchant di donna Vittoria non si fece attendere : “Grazie Mister President, ma lei forse non conosce le qualità di mio marito”. Giornali e televisioni impazzivano per lei e per i suoi figli, amabilmente soprannominati “i tre monelli”. Se sulla prole presidenziale il gossip si  sprecava, grazie alle loro piene vite sentimentali, la first lady made in Naples non sbagliò un colpo. Mai una gaffe o comportamenti poco consoni al ruolo istituzionale, con sommo dolore per i servizi segreti a caccia di scandalo. Tutto merito dei preziosi insegnamenti dell’amica Ida Einaudi.

Ritornando al presente con un salto di circa 40 anni, la neo first lady ha il nome di Elsa Antonioli, moglie fidata del Presidente del Consiglio Mario Monti. Gli sta accanto da una vita, in tailleur Curiel, con classe ed eleganza discreta ma con piglio di donna forte e risoluta. Milanese, sessantasette anni e laurea in Scienze Politiche, si divide tra il ruolo di nonna e il volontariato alla Croce Rossa di Milano di cui è Presidente. L’unico momento di mondanità che da sempre si concede è cerchiato in rosso sul calendario il 7 di dicembre: la prima della Scala. Finalmente, dopo tante squinzie – non riesco a trovare termine migliore – una signora a Palazzo Chigi. Con un solo passaggio televisivo nei TG sembra aver già conquistato la stima e il cuore degli Italiani, se poi la “rivale” si chiama Clio Napolitano il gioco è ancora più facile.

Se, invece, siete dell’idea che in Italia manchi ancora una vera first lady consolatevi pure pensando ai francesi : per trovarne una hanno dovuto cercare in Italia.

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