Ferdinando Scianna, non solo moda: “Sicilia – da porta a porta”

C’è anche uno scatto che ritrae Marpessa per Dolce&Gabbana alla fine degli anni ’80 alla mostra “Ferdinando Scianna e la Sicilia – da porta a porta”. Ferdinando Scianna era stato il primo fotografo di orgine siciliana ad avere fama mondiale raccontando proprio quel mondo iconografico fatto di tradizioni e suggestioni a cui i due stilisti, dopo un fortunato esordio “modernista”, volgevano lo sguardo.

 

 “Lavoravamo intorno all’idea della bellezza che viene da dentro. Neorealismo, come in un film: forte, bianco e nero racconta Domenico Dolce nel libro con cui hanno celebrato i 20 anni della moda femminile (e che io custodisco gelosamente), “Per questo era importante non avere un fotografo di moda. Ferdinando capiva tutto. E anche Marpessa”, prosegue Stefano Gabbana.
Già, perchè una foto di moda non serve a mostrare un abito, per quello ci sono i cataloghi. Una foto di moda racconta una storia, ritrae la bellezza, svela un’ispirazione, suscita una suggestione, eleva un pezzo di stoffa. Così Ferdinando Scianna, a cui la moda di per sè non interessava, si convinse a lavorare con Dolce&Gabbana.

 

 

 “Come fai a guardare il mondo senza tenere conto che appena hai aperto gli occhi intorno a te hanno chiuso le finestre perchè c’era troppo sole?”
Questo contrasto, un vero paradosso, è all’origine del bianco e nero, scelto per raccontare con forza espressiva sia scorci di vita dei piccoli paesi, dalle pendici dell’Etna alla costa palermitana, sia i rituali delle tradizionali antiche cerimonie religiose.  Lo sguardo di Scianna è di rara sensibilità: coglie la spontaneità di bambini e anziani, devoti e supertiziosi, ma anche di personaggi come Leonardo Sciascia, Ignazio Buttitta e Gesualdo Bufalino, illustri siciliani che come lui hanno sublimato questa realtà isolana a volte arcaica, violenta, fuori dal tempo e proprio per questo affascinante.

 

particolare

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 La mostra, al Loggiato San Bartolomeo di Palermo, raccoglie 40 di questi scatti e resterà aperta fino al 22 gennaio e l’ingresso è libero (martedì-sabato 9,30-13,00/ 16,00-18,00,  domenica 9,30/13,00). Io ho approfittato del weekend appena trascorso per visitarla (le foto sono scattate con il mio i-phone) e come avrete capito ne sono rimasto soddisfatto, non a caso ho deciso di parlarvene.

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