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Come (non) vestirsi in ufficio d’estate: ecco i capi più odiati dai tuoi colleghi

abbigliamento estivo in ufficio

abbigliamento estivo in ufficioD’estate, il primo ad andare in ferie in certi uffici sembra proprio il buongusto: tra ascelle al vento, shorts e addirittura infradito (!) verrebbe quasi voglia di imporre un dress code molto più severo del solito. Se è vero che chi lavora in banca o in uffici a contatto con il pubblico una certa etichetta deve pur sempre rispettarla, è negli uffici interni delle aziende e nei luoghi creativi che spesso si consumano i peggiori fashion crimes.

Ma come la pensano veramente gli italiani? InfoJobs.it ha effettuato un sondaggio tra 450 persone per scoprire cosa andrebbe veramente bandito dagli uffici.

Il podio è occupato nell’ordine da infradito (da abolire per il 74% degli intervistati), pantaloni della tuta (69%) e bermuda (64%). personalmente, non potrei essere più d’accordo La comodità di questi indumenti è indiscussa, ma l’ufficio non è l’anticamera della spiaggia (a meno che non lavoriate in palestra o in un chiosco di gelati a due passi dal mare).

Inutile dire che, anche per me, questo podio è più che confermato. Altre cose da evitare? Ecco la classifica e le alternative valide!

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1. No infradito, si sandali.

A meno che non siate il bagnino, le infradito devono essere bandite dal luogo di lavoro. Si piuttosto a dei sandali bassi, colorati o, meglio ancora a delle chanel o a delle open toe. Fosse per me, andrebbero al rogo anche le zeppe di paglia. E ricordatevi una cosa fondamentale: ballerine e scarpe di tela, come le converse, d’estate puzzano!

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2. Pantaloni della tuta

Anche qui, a meno che non lavoriate in palestra, il no è d’obbligo. Se i jeans vi fanno bruciare dal caldo, ecco la news del secolo: esistono pantaloni in cotone leggero o – udite udite – in lino, di qualsiasi modello. Tengono freschi che è una bellezza. Reminder: i tessuti sintetici fanno sudare anche se all’apparenza vi sembrano leggerissimi. Ovviamente le signore lo sanno bene, il consiglio è tutto per i signori uomini.

3. Bermuda e pantaloncini

Non siete capi scout alla scoperta dell’habitat naturale dello scoiattolo volante ma professionisti. Consentiti solo se lavorate da casa e se il cliente lo incontrate solo su Skype. In quel caso, siate impeccabili dalla vita in su. Per il resto, potete anche stare in mutande. Ma ricordatevi di non alzarvi all’improvviso mentre siete in videocall! In ufficio bandite tutte le lunghezze inguinali per le donne.

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4. Top scollati con bretelline micro

Anche quelli, lasciamoli alla spiaggia. Si ai top senza spalle se fa particolarmente caldo, ma solo se abbinati a dei pantaloni. E in caso di incontro con un cliente, usate una giacca leggera. Mai – e dico mai – usare gli orridi reggiseni con le spalline trasparenti in silicone. Ovunque voi siate, qualunque lavoro facciate, sappiate che io stessa potrei irrompere nel vostro ufficio e licenziarvi.

5. Pinzone da bagno.

Ecco, è così orribile che non ho neanche l’idea di come si chiami veramente. Se tenere i capelli lunghi d’estate è una sofferenza sappiate che esistono gli elastici: fate una coda, meglio ancora uno chignon o una treccia. La pinza in testa è antiestetica e trash come poche cose al mondo. Evitate di fare e disfare la coda in continuazione: tra sudore e mani sporche rischiate di rendere i capelli più oliati degli addominali di un tronista.

Nota biografica: tutti ci siamo cascati nella vita. Una volta mi presentai al lavoro in shorts, infradito e canotta, causa 40 gradi all’ombra e prossimità alle ferie. Avevo poco più di 20 anni. Era un’agenzia creativa, non credevo di dover rispettare il dress code. Bastarono due battute del mio capo per farmi tornare nei ranghi.

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