Gucci, la donna assoluta [spciale sfilate SS 2012 #MFW]

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Ritorna agli anni ’70 Frida Giannini, ancora una volta, eliminando però orpelli, cappelli e decorazioni. Sono i primi anni Settanta ridotti all’essenziale, per una donna “assoluta”, ovvero sciolta da ogni necessità di eccesso. Tutto bianco, tutto nero, tutto verde, giallo, rosso. Un solo colore per volta, una sola arma di seduzione – la schiena nuda –  un solo stilema – le rouches, grandi, morbide e sontuose.

Frida Giannini continua la sua ricerca nell’ambito del colore ma anche in quello del costume italiano: che l’ispirazione sia in qualche modo l’eleganza delle signore bene è lei stesa a dirlo a Simone Marchetti, in una video intervista rilasciata prima della sfilata. “Non è nostalgia, ma il desiderio, la necessità di riscoprire un’estetica, quella degli anni Settanta, che ha molto da insegnare in fatto di raffinatezza” (leggi l’articolo di Simone Marchetti).

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Le uscite delle modelle, tutte con i capelli raccolti in piccoli chignon, avvengono per colore: la continuità cromatica è interrotta solo ogni tanto da stampe pitonate più riconoscibili come “Gucci – style”.

Ma anche questa morbida linearità, queste schiene scoperte e questa assolutezza della palette di colori lo sono: ennesimo tentativo – riuscito – di FridaGiannini che sa sempre interpretare la modernità abbinata alla necessità. Dopo stagioni passate ad interpretare e rappresentare la crisi economica, la donna Gucci vede la fine del tunnel. Dal nero e dorato della SS 2012 ai colori pieni e luminosi della SS 2013, il passo è presto detto: si passa dal rassicurare se stesse con i colori dell’opulenza e del mistero ad essere faro del cambiamento attraverso i colori e la luce abbagliante che ogni abito Gucci emana al suo passaggio.

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