Blinger is better: Jason Arasheben

Da semplice studente dell’Università Americana della California, in soli cinque anni è diventato lo stilista di gioielli più amato dalle star americane. Stiamo parlando di Jason Arasheben – conosciuto anche come “Jason di Beverly Hills” – che grazie allo stile originale delle sue creazioni, trasforma i vizi dei divi in pezzi unici.

Qualche esempio? L’anello di fidanzamento di Rihanna, quello di Mariah Carey, il pendente per Justin Bieber, gli orecchini di Kate Perry, un’esclusiva linea di orologi per Ashton Kutcher, e ancora creazioni per Tom Cruise, Jessica Alba, Jennifer Lopez. Il giovane designer vanta anche una collaborazione con Versace per la realizzazione di una collana per il rapper Tyga ai Bet Awards 2012.

Il 2012 è stato un anno d’oro per Arasheben, che ha conquistato anche Las Vegas come designer dei braccialetti per le WSOP 2012, il torneo di poker più prestigioso del mondo che si svolge ogni anno nella città più elettrizzante d’America. Dopo aver firmato nel 2009 e nel 2010  gli anelli per i campioni NBA e nel 2011 per i campioni di football americano, Arasheben ha collezionato così un nuovo trionfo, questa volta nel mondo dei tavoli verdi, soprattutto grazie alla realizzazione del braccialetto con cui è stato premiato il trionfatore del Main Event delle Worle Series of Poker: un gioiello estremamente lussuoso, in oro, con i quattro semi delle carte realizzati in diamanti neri e rubini. Il successo è stato tale che il designer si è lasciato scappare un`indiscrezione: pare stia lavorando a una nuova linea di gioielli interamente dedicati al poker.

Un successo dopo l’altro, insomma, per “Jason di Beverly Hills”, classico esempio di self-made man americano che in pochissimi anni ha scalato la montagna del successo arrivando alla vetta.

Ora le sue creazioni sono sbarcate anche in Europa, nei prestigiosi magazzini londinesi di Harrods. E chissà quale altro estroso gioiello ha in mente di realizzare il designer più amato dalle star americane: perché Blinger is better, troppo è meglio. Parola di Jason Arasheben.

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