Cuoio di Toscana: il made in Italy che ci piace

La Toscana non è solo un distretto produttivo, ma è un marchio nel mondo“, queste parole ascoltate a Pitti Immagine Uomo 83, durante la presentazione del nuovo marchio Cuoio di Toscana, riassumono perfettamente quella che è la forza del Made in Italy, vale a dire la riunione di capacità tecniche e capacità creative, operosità e management, lavoro e anima. Un progetto nuovo che ci ha conquistato perchè rappresenta un modello, da prendere ad esempio, per canalizare l’eccellenza del Made in Italy verso delel proposte nuove e al passo con i cambiamenti del mercato, perchè come è emerso dalla conferenza: “la qualità non basta più, deve essere comunicata”.

Il Consorzio Vero Cuio ha deciso così di lanciare un vero e proprio marchio affinchè batta forte quel cuore, che poi è evocato nel logo, fatto di tonnellate di cuoio (circa 15mila) prodotte a San Miniato che da sola contribuisce ad un quinto della produzione annuale mondiale. Manualità artigiana e concia al vegetale sono il segreto di una suola sana, elegante e resistente, valori dimenticati in una realtà dominata dalla filosofia del low cost. Un’ignoranza di cui però presto o tardi si può pagare un prezzo come svela il prodotto non riuscito, la scomodità o piccoli problemi di salute incontro a cui si può andare quando si indossano calzature dozzinali.

L’obiettivo più ambizioso di Cuoio di Toscana, e che ci sentiamo di condividere, è quello di rieducare al valore della qualità, del bello e ben fatto, al modello di un Made in Italy che non si adagia sugli allori del proprio primato, ma scommette nel presente per proiettarsi nel futuro e continuare a fare dell’Italia un marchio nel mondo.

Il primo passo è quindi uno sfrozo affinchè le grandi griffe calzaturiere, ma anche le medie e piccole imprese, certifichino i propri prodotto quando vengono realizzati con il Cuoio di Toscana per renderlo riconoscibile agli occhi del più distratto compratore, nella speranza che lo shopping sia sempre più consapevole e chi compra sia sempre meno passivo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *