La Sicilia a Milano, all’Antica Focacceria San Francesco #melaniamilano #afsfmi

dolci siciliani - antica focacceria san francesco

 

“A Palermo nel cuore del centro, c’è un’antica focacceria, davanti alla chiesa di San Francesco, si ritrovano sempre lì, seduti al tavolo che fu di Sciascia, a bere Heineken e caffé, son la banda del sogno interrotto di una Sicilia che non c’è”.

È con la canzone dei Modena City Ramblers che ho conosciuto l’Antica Focacceria San Francesco, uno dei primi posti in cui sono andata non appena mi sono trasferita a Palermo. Molti storceranno il naso di fronte a questo ricordo da ragazzina, ma tant’è, dopo più di 10 anni la trovo una cosa tenera.

Ma non voglio parlare dei miei entusiasmi adolescenziali, ma di quelli da siciliana trapiantata a Milano, una siciliana atipica alla quale non mancano né il sole né il mare, bensì il fritto. Quello palermitano. E tutto il cibo in generale.

A Milano, proprio dietro il Duomo – in Via San Paolo, per essere precisi – ha aperto una “succursale” della famosa Focacceria San Francesco, dove posso andare a divorare arancine e granite di limone “vere” tutte le volte che voglio.

Ho accettato con piacere l’invito della Focacceria a partecipare ad una cena narrata, una cena cioè dove di ogni piatto abbiamo potuto assaporare la storia oltre che il sapore. E io ho scoperto cose insospettabili sul cibo che amo.

fritto palermitano - antica focacceria san francesco

I cazzilli, ad esempio. Sono delle crocchette senza panatura, dal nome totalmente equivoco. Che vuol dire esattamente quello che pensate. La curiosità è che a inventarli e a chiamarlo così sono state delle suore…

Le arancine, invece, nascono come cibo da asporto per le escursioni di caccia di Federico II, particolarmente ghiotto del classico riso aromatizzato introdotto dai Saraceni, ma difficilmente trasportabile. Ed ecco che l’introduzione della panatura e della frittura hanno reso il riso un vero e proprio pranzo a sacco. (Guai a voi se le mangiate con il coltello).

sarda a beccafico - antica focacceria san francesco

Molti piatti tipici della tradizione sono nati tra i più poveri, che volevano imitare i cibi dei nobili (ah, questi palermitani!). Le sarde “a beccafico” sono delle sarde sventrate, aperte “a libro”, ripiene di mollica di pane, pinoli e uva passa e arrotolate. Imitavano i beccafichi, uccellagione riservata ai nobili, ripiena degli stessi ingredienti e arrotolati.

focaccia - antica focacceria san francesco

Ma venendo al motivo per cui la Focacceria si chiama proprio così, dobbiamo tornare indietro nel tempo, al 1834. Alla Focacceria inventarono un panino semplicissimo, ma buonissimo: la focaccia ricotta e caciocavallo. Economico e veloce. E poi, era il primo locale pubblico con un bagno (incredibile per l’epoca). Chi viaggiava, arrivava alla Focacceria, mangiava bene e poteva andare alla toilette. Il massimo.

La fama della Focacceria si diffonde e persino i nobili, sfidando le convenzioni sociali, frequentano il locale e siedono fianco a fianco con “il popolo”. Nasce la variante ricca della focaccia, con la carne. La milza, per la precisione, o “meusa”, se volete ordinarla in siciliano.

La prima variante si chiama “schetta”, ovvero “nubile” in siciliano. La seconda, con la carne dentro, hanno deciso di chiamarla “maritata”, ovvero sposata. Il motivo è quello che immaginate (ehm, ehm). Il palermitano ama il doppio senso, che volete farci.

E voi, milanesi veri o d’adozione, amerete entrambe le versioni.

ps. Vi consiglio un giro alla Focacceria anche per assaggiare la granita VERA, che non è fatta con il ghiaccio e il succo di limone ma in tutt’altro modo. E ha tutt’altro gusto.

[nelle foto, parte del menù della serata. Tutto da provare]

pasta alla norma - antica focacceria san francesco

 

pasta al pesto di pistacchi e gamberi - antica focacceria san francesco

 

 

 

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