Leggere e pedalare, da hobby a necessità

me bici

L’altra sera, parlando del più e del meno, ho captato una conversazione. “Io non ho nessun hobby” ha detto qualcuno. I cinque secondi di pietà che ho provato si sono trasformati in terrore ben presto. “Oddio, ma io, che hobby ho?”

No, lo shopping non è un hobby . Collezionare scarpe senza mai indossarle, come fa la mia amica Demetra è un hobby. Costoso, ma lo è. Comprare vestiti no.

Mi sono scervellata e alla fine ci sono riuscita: anche io ho dei passatempi degni di questo nome, che nel tempo sono diventati talmente parte di me da non essere più “cose che faccio per non annoiarmi” ma per vivere meglio.

Leggere

Ho sempre amato leggere, sin da quando ho imparato a distinguere una b da una d. Credo di aver letto praticamente tutto quello che c’è a casa dei miei, compresa enciclopedia in 24 volumi e la Bibbia. E dato che amo stalkerare cosa leggono gli altri, ho lanciato l’hashtag #chEstateleggendo (che ad onor del vero è stato inventato da Violetta) per condividere i libri che si leggono in vacanza.

Pedalare

Ho iniziato il mio percorso da ciclista urbana a Palermo, più per necessità di muovermi con rapidità che per convinzione. Adesso, non potrei mai rinunciare alle due ruote. Perché mi fanno scoprire la città a misura d’uomo, mi portano – con le mie forze – dove voglio, mi tengono in forma. E nessuno mi può privare del mio giretto di 10 km nel weekend, con tanto di monitoraggio delle performance con Runkeeper per bici. Perché la bici fa felici.

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