Written by 08:31 EDITORIALI, le opinioni di Simona, LIFESTYLE • 8 Comments

Femminismo di moda

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Qualche giorno fa mi sono arrabbiata. Moltissimo. La mia rabbia si è riversata contro il titolo infelice di un articolo twittato da Glamour Italia, che spiegava come essere belle e raffinate anche a casa. Testuale. Mi sono arrabbiata perché sono femminista, ma le due cose non sono sempre correlate. Anzi, io sono felice di essere femminista. Ma su questo ci torniamo dopo.

Il titolo apparentemente innocuo è l’ennesimo che inculca, in maniera sottile, l’ideale di perfezione estetica e comportamentale a cui noi donne siamo esposte da secoli. Uno stillicidio di insinuazioni che messe insieme costruiscono la nostra insicurezza. Leggiamo articoli di moda per svagarci, per vedere cose belle e terminiamo la lettura convinte che per essere perfette dobbiamo possedere la borsa must have che non ci farà passare inosservate.

Must have, per essere perfette, non passare inosservate. Sono 3 espressioni che da questo blog sono bandite da anni, leggere per credere. Perché sono convita che si possa parlare di moda e bellezza ed essere femminista.

Un blog di moda femminista

La chiave non è il cosa, è il come. Molti magazine – tra cui Glamour USA – stanno allargando la loro portata parlando di questioni femminili, molti siti e brand stanno includendo donne diverse nei loro scatti, cataloghi, range di taglie.

Yalitza Aparicio è la prima donna indigena a comparire in copertina su Vogue Mexico. È la protagonista di ROMa, film di Alfonso Cuaròn che ha vinto l’Oscar come miglior film straniero. Aparicio, prima di recitare in ROMA, era una maestra elementare.

femminista ROMA Yalitza Aparicio attrice

“Certi stereotipi si stanno sgretolando. Come quello che solo persone con certi “profili” possano essere attrici o stare in copertina sui magazine.”

Yalitza Aparicio, attrice.

È questo il modo in cui si può parlare di moda, bellezza, celebrities ed essere femminista allo stesso tempo. Fornire modelli positivi, ispirazioni alla portata di tutte. Ispirazione contro frustrazione.

Su questo tema voglio segnalarvi l’articolo di Ilaria Maria Dondi su Roba da Donne, che racconta come si può essere rilevanti e letti senza cadere nei cliché dei “femminili”.

È la strada giusta, che voglio intraprendere con questo blog. 

Questo blog si impegna a non demolire in alcun modo la fiducia e l’autostima di chi lo legge.
Ci sarà sempre spazio per l’ironia, i mascara e le borse. Non ci sarà mai spazio per il sessismo e per la mortificazione del corpo e dello spirito.

Di cosa (e come parliamo) questo mese

Questo mese vi parlerò delle tendenze primavera estate 2019 e mi impegnerò per farlo in maniera positiva, senza imposizioni, senza dire “a chi sta male” ma semplicemente mettendovi di fronte più ispirazioni possibili.

Vi racconterò di come sono riuscita a fare un viaggio di 1200 km in bicicletta portandomi dietro due paia di mutande e due cambi, andando oltre i miei limiti mentali prima ancora che fisici.

E ci saranno anche consigli sui libri da leggere, interviste con il dottor Barone e molto altro.

Cosa potete fare voi, per voi stesse

Quello che vi chiedo è un piccolo contributo. Per migliorare sempre di più, scrivetemi nei commenti quali sono le espressioni che vi fanno stare male, che vi creano disagio e quali sono le cose che vi piacerebbe leggere.

Vi chiedo anche di premiare i modelli positivi, di far notare quando una frase è infelice, perché la consapevolezza collettiva su certi temi si costruisce una parola alla volta.

Arrabbiatevi. O sorridete. Correggete. O indirizzate. Fate sentire la vostra opinione sui social, per strada, nelle conversazioni tra amiche. Parliamo meglio, penseremo meglio. 
Con le parole possiamo cambiare il mondo, una bambina alla volta

Essere femminista ed essere felice

Ho ripetuto la parola femminista fino allo sfinimento. Probabilmente a questo punto penserete che sto esagerando, che il femminismo non fa per voi. Vi chiedo 3 cose, poi vi lascio andare.

Pensate che sia giusto rappresentare donne diverse per provenienza, taglia, aspetto, nelle riviste di moda, sui cataloghi e sugli ecommerce?

Vi viene voglia di lanciare il telefono dal balcone ogni volta che un articolo vuole spiegarvi come “essere perfette”?

Siete stanche di modelli di carriera, vita, bellezza che non sono raggiungibili da nessuno?

Se avete risposto sì, congratulazioni, siete femministe.

Personalmente, ho trovato tanta motivazione leggendo il libro di Giulia Blasi, lo consiglio a tutte le donne (e agli uomini) che si stanno chiedendo “come posso fare a cambiare le cose?”

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