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Piante e fiori

Piante aromatiche: quali tagliare ora per una nuova crescita prima dell’autunno

Piante aromatiche: scopri quali tagliare ora per stimolare una nuova crescita prima dell’autunno e avere foglie profumate fino a ottobre. Guida pratica con consigli utili.

Piante aromatiche: quali tagliare ora per una nuova crescita prima dell’autunno

È interessante notare come, a fine estate, molte piante aromatiche entrino in una sorta di pausa, rallentando la produzione di foglie e oli essenziali. Per questo, un piccolo intervento ora può dare una spinta decisiva alla loro vitalità prima dei primi freddi. Tagliare nel modo giusto, e al momento giusto, significa avere ancora raccolti profumati fino a ottobre.

In chi ha un terrazzo o un orto, la domanda torna puntuale ogni anno: “Meglio lasciarle tranquille o intervenire con le cesoie?” Prima di agire d’istinto, conviene fare una scelta consapevole, perché non tutte le erbe aromatiche vanno trattate allo stesso modo. Alcune richiedono cure costanti, altre temono i tagli troppo drastici. Ed è proprio qui che entra in gioco l’arte della potatura mirata.


Come dare una seconda vita alle piante aromatiche in estate avanzata

Dopo un’estate intensa, piena di sole e raccolti, molte piante aromatiche iniziano a mostrare segni di stanchezza. Foglie meno profumate, rami legnosi, crescita rallentata: sono tutti segnali che indicano il bisogno di un taglio. Ma non un taglio qualsiasi. Un intervento leggero, preciso, può letteralmente ringiovanire la pianta, stimolando una nuova ondata di germogli.


Le varietà che rispondono meglio alla potatura in questo periodo sono quelle a ciclo continuo, che non smettono mai davvero di crescere. Il basilico, ad esempio, può dare ancora moltissimo, se potato correttamente. L’importante è eliminare le cime fiorite, che sottraggono energia alla pianta. Anche la menta beneficia di un taglio netto, che la costringe a emettere nuovi steli laterali, più profumati.

Un altro caso interessante è il timo: se lasciato crescere troppo, tende a lignificare e produrre meno foglie. Una potatura leggera a fine agosto mantiene la chioma compatta e produttiva. Lo stesso vale per l’origano, spesso trascurato dopo la fioritura, ma ancora capace di regalare sapori intensi fino all’autunno inoltrato.

Per chi coltiva dragoncello o erba cipollina, il discorso non cambia. Entrambe possono essere tagliate ora per ottenere un secondo ciclo di crescita. Nel caso dell’erba cipollina, tagliare alla base i ciuffi più vecchi porta spesso alla comparsa di foglie più tenere e aromatiche.


Chi invece ha in vaso alloro o lavanda officinale dovrà regolarsi con più cautela. Anche se la tentazione di accorciare tutto è forte, queste varietà prediligono potature post-fioritura molto leggere. Meglio togliere solo i rami sfioriti o spezzati.

Le piante aromatiche da potare ora: la lista pratica per non sbagliare

Per semplificare il lavoro, ecco una lista delle principali aromatiche che possono essere potate a fine agosto:


  • Basilico: eliminare i fiori e tagliare appena sopra un nodo con due foglie. Così si stimola la biforcazione.
  • Menta: potatura drastica a 5-10 cm dal suolo. Tornerà in forma rapidamente.
  • Timo: accorciare i rami più vecchi di un terzo, lasciando intatti quelli giovani.
  • Origano: rimuovere le parti secche e i fiori appassiti, favorendo la ripartenza.
  • Salvia: solo se molto cresciuta, meglio limitarsi a tagli di contenimento.
  • Rosmarino: potare leggermente le punte per evitare che si spogli alla base.
  • Dragoncello: accorciare delicatamente i gambi più lunghi, lasciando almeno due nodi.
  • Erba cipollina: tagliare a pochi centimetri da terra per ottenere foglie più giovani.

In generale, conviene evitare i tagli troppo drastici sulle piante legnose o perenni che stanno già rallentando la crescita. In questi casi, meglio un approccio soft, per evitare stress inutili.

Una buona regola? Osservare le piante da vicino. Se la parte bassa è spoglia e quella alta disordinata, serve una sforbiciata. Se invece la pianta è compatta ma poco attiva, basta togliere le parti in fiore o i rami più vecchi.


Un piccolo trucco per prolungare la produzione prima dell’autunno

C’è un gesto semplice ma spesso sottovalutato: la raccolta regolare. Anche senza vere potature, prelevare le foglie ogni pochi giorni stimola la pianta a produrne di nuove. Il principio è simile a quello della potatura, ma più dolce e continuo. Ideale per chi vuole mantenere le piante aromatiche attive senza dover intervenire con forbici e cesoie ogni settimana.

Inoltre, si consiglia sempre di tagliare nelle ore più fresche della giornata, preferibilmente al mattino presto. Così si evita lo stress da calore e si preservano meglio gli oli essenziali delle foglie. E se si vuole conservare l’aroma più a lungo? Basta farle essiccare subito dopo il taglio, in un luogo ventilato ma ombreggiato.

Per i più meticolosi, un diario delle potature potrebbe aiutare. Annotare quando e quanto si è tagliato, e osservare la risposta della pianta, consente di imparare con l’esperienza diretta. Dopo qualche stagione, si avrà un piccolo vademecum personalizzato, utile e soddisfacente.

Un altro accorgimento utile riguarda la concimazione post-taglio. Dopo la potatura, molte aromatiche rispondono bene a un apporto leggero di compost maturo o fertilizzante liquido naturale. Nulla di invasivo, solo un piccolo aiuto per accompagnare la ripresa vegetativa.

L’estate non è ancora finita, ma per le aromatiche è già tempo di bilanci. Un piccolo intervento ora può davvero fare la differenza. E se il tempo stringe, anche un gesto minimo – come raccogliere qualche cima fiorita o una manciata di foglie – può cambiare il destino di una pianta.

quali piante aromatiche potare

Per chi ama avere sempre a portata di mano erbe fresche e profumate, è il momento perfetto per dare una spinta finale alla stagione. Le piante aromatiche, se curate nel modo giusto, possono continuare a regalare soddisfazioni anche con le giornate che si accorciano.

Foto © stock.adobe


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