Concimare la lavanda a inizio agosto è la mossa giusta per stimolare una seconda fioritura e mantenerla profumata e rigogliosa più a lungo. Scopri come farlo nel modo corretto.
Concimare la lavanda a inizio agosto può davvero fare la differenza se vuoi mantenerla rigogliosa e in fiore più a lungo. Ecco tutto quello che serve sapere per nutrire correttamente questa pianta profumata e resistente.
Agosto è un mese cruciale per chi coltiva lavanda, specialmente se si vuole ottenere una fioritura prolungata e profumata fino all’inizio dell’autunno. C’è chi pensa che basti tagliare qualche ramo secco e annaffiare ogni tanto, ma la verità è che in questo periodo un concime ben scelto può trasformare un cespuglio qualunque in una nuvola viola vibrante e fragrante.
Chi ha un piccolo angolo di lavanda in giardino o in vaso conosce bene la soddisfazione di vederla crescere compatta, piena di spighe colorate e brulicante di api. Ma come si fa, concretamente, a nutrire la lavanda nel modo giusto? E perché proprio ad agosto è il momento ideale per farlo? Meglio un concime granulare o liquido? Naturale o sintetico?
Domande più che lecite. Prima di correre al garden center, però, meglio chiarirsi le idee e partire dalle basi.
Perché concimare la lavanda ad agosto fa la differenza
Il primo istinto potrebbe essere quello di lasciare la lavanda in pace. In fondo, si tratta di una pianta tenace: cresce anche dove il terreno è secco, il sole picchia forte e le cure sono piuttosto rare. Ma forse proprio per questo, se a inizio agosto riceve una piccola spinta in più, con il concime giusto, può sorprendere e regalare una seconda fioritura davvero spettacolare.
Si crede spesso che la lavanda sia una pianta “autonoma”. In parte lo è, ma solo se si vuole una pianta decorativa e nulla più. Se invece l’obiettivo è quello di mantenere vivi i colori e il profumo il più a lungo possibile, allora serve intervenire.
A inizio agosto, infatti, la prima fioritura sta per concludersi. In questo momento, la pianta entra in una fase in cui può essere stimolata a produrre nuovi fiori, purché riceva il giusto supporto.
Un concime leggero, ricco di potassio ma povero di azoto, può fare miracoli. Il potassio favorisce la formazione dei fiori, mentre un eccesso di azoto potrebbe spingere la lavanda a produrre solo foglie, rendendola meno profumata e meno interessante.
Quali concimi usare e come somministrarli
Scegliere il concime giusto per la lavanda non significa affidarsi al primo sacchetto disponibile in negozio. Serve attenzione, e magari un po’ di esperienza. Ecco qualche consiglio utile per non sbagliare.
Tra i prodotti più adatti ci sono:
- Concimi granulari a lento rilascio, con una composizione NPK bilanciata ma a prevalenza di potassio
- Fertilizzanti liquidi naturali, come il macerato di ortica o il compost liquido diluito
- Cenere di legna, ottima fonte di potassio se disponibile in casa
- Fertilizzanti specifici per piante mediterranee, spesso già calibrati per lavanda, rosmarino e simili
La cosa importante è evitare concimi ricchi di azoto, soprattutto quelli pensati per piante da foglia come insalate e ortaggi.
Per quanto riguarda la somministrazione, l’ideale è agire in un giorno non troppo caldo, preferibilmente dopo una leggera pioggia o dopo un’annaffiatura abbondante. Questo permette al terreno di assorbire meglio i nutrienti.
Nel caso dei fertilizzanti liquidi, è utile diluirli maggiormente rispetto alle dosi indicate e distribuirli direttamente alla base della pianta, evitando il contatto con foglie e fiori.
Come riconoscere una lavanda che ha bisogno di nutrimento
Non sempre è facile capire se la lavanda ha bisogno di una mano. Ma ci sono alcuni segnali da non sottovalutare.
- Colore spento delle foglie, tendente al grigio opaco
- Fioriture brevi o assenti, nonostante condizioni climatiche favorevoli
- Crescita stentata o asimmetrica
- Presenza di spighe secche che non si rigenerano
In tutti questi casi, è probabile che la pianta stia esaurendo le sue riserve. Un concime leggero e ben dosato può fare la differenza in pochi giorni.
Altro segreto? Una potatura leggera subito prima della concimazione, utile per eliminare le spighe esauste e stimolare nuovi getti. Non serve accorciare troppo: basta togliere la parte sfiorita, con un taglio netto poco sotto l’infiorescenza.
E dopo agosto?
Dare nutrimento alla lavanda a inizio agosto è un gesto che ripaga. Ma è altrettanto importante sapere quando fermarsi.
Dopo la seconda fioritura, è bene sospendere le concimazioni. La pianta deve prepararsi all’autunno e all’inverno, e un eccesso di nutrienti in questo periodo potrebbe danneggiarla più che aiutarla.
Meglio limitarsi a qualche annaffiatura se il clima è ancora secco e caldo, e magari pacciamare leggermente il terreno con materiali naturali per proteggerlo e conservarne l’umidità.
Chi ha lavanda in vaso, infine, può approfittare di settembre per rinvasare o arieggiare il terreno, mescolando un po’ di sabbia o perlite per migliorare il drenaggio.
Una lavanda curata in agosto sarà più resistente, più profumata e più bella anche l’anno successivo.
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